Presepe Vivente 2006


Il Comune di Monterchi (Arezzo) ha una frazione chiamata Le Ville di Monterchi (310 m s.l. m.), cioè circa 400 abitanti dislocati lungo la Valle attraversata dalla via provinciale che da Arezzo, porta a Sansepolcro o a Monterchi e Città di Castello

Nel luglio del 2005 il prete locale di Santa Maria della Pace, tale Don Vasco (recentemente deceduto), accetta la proposta di Terzilio Fedeli 1) e amici, di allestire un presepe vivente anche alle Ville di Monterchi. Terzilio e la sua comitiva paesana sono stati ispirati positivamente dal Presepe vivente di Celalba (San Giustino, Perugia).

Perciò fu da questa proposta Fedeli, condivisa di buon grado dal parroco e da molti, che cominciò l'avventura.

Oggi 6 gennaio 2009 alle 17,15 si entra nel Presepe delle Ville a offerta libera, per un percorso lungo circa un chilometro. Mentre la gente cammina entrando nel cuore natalizio del paese, assiste così a numerose scene dei mestieri e della vita di Betlemme, Gerusalemme e Palestina:

si propongono all'attenzione: artigiani, mercanti, soldati di Roma, Residenza di Erode, Pastori, Pecore con un capro dai lunghi e bei corni a spirale, Pescatori, Macinazione col ciuco alla mola, Lavori al Mulino (il marchingegno più imponente) e il finale Commercio di schiavi.

(Tale percorso è così dettagliatamente descritto dalla Guida-Opuscolo dell'Associazione Venite Adoremus, che presiede all'organizzazione del Presepe :
1. Entrata; 2. Base militare -centurioni-; 3. Dimora del Governatore; 4. Mendicanti; 5. Casa dei Patrizi; 6. Censore; 7. Falegname; 8. Cordai; 9. Scultori; 10. Caseificio;11. Fabbri; 12. Ceramista Decoratrice, 13. Mercante di schiavi; 14. Mercato delle stoffe; 15. Tintori; 16. Filatrici; 17. Tessitrice, 18. Reggia di Erode;19. Forno; 20. Canestraio; 21. Mercato dei profumi; 22. Mercato semi e spezie; 23. Filatrici; 24. Ciabattino, 25. Mendicante; 26. Macina delle Granaglie; 27. Locanda; 28. Acquaiole; 29. Contadini; 30. Frantoio; 31. Uliveto; 32. NATIVITA' ; 33. Ovile; 34. Pastori; 35, Pescatori; 36. Lavandaie; 37. Mulino; v38. Valle dei lebbrosi; 39.Uscita) .

A un terzo dalla fine di questo ricco e lungo percorso, si incontra finalmente la Capanna della Natività con tanto di Angeli nei pressi (i fanciulli del paese), e Re Magi seduti davanti al Bambino .

E il Bambino sommerso da pelli di pecora, se la dorme tranquillo e beato, mentre Maria e Giuseppe vegliano ai lati. Per ora mancano il bue e l'asinello, anche se sono sempre stati presenti in passato.


La gente assiepata guarda e commenta. Spesso tace presa dallo stupore, o illustra il tutto ai bimbi, pure loro interessati e facenti domande . E qualche mamma più pia, ne approfitta per inculcare l'amore a Gesù, onde esorta dicendo: Saluta Gesù; digli che gli vuoi bene. E il bimbo con santa naturalezza quanto innocenza, volentieri dice: Ciao Gesù, ti voglio bene . Forse mai più nel corso della vita, sarà questo fanciullo, più sincero di ora.


La notte è dunque illuminata da centinaia di candele o mezze torce disseminate ovunque lungo il percorso: e questi lumi della notte Santa, aumentano la suggestione teatrale dell'insieme .


Nel complesso, lo scenario è bello e educativo: sulla scia dell'esempio di san Francesco fautore del primo Presepe vivente a Greccio nel 1223, può dirsi che si rinnova almeno in parte, il medesimo e benefico stupore contemplativo, edificante il popolo che organizza e quello che vi partecipa.

Bisogna fare attenzione però, che il numero e l'ampiezza delle scene, non distolgano dalla contemplazione del fatto principale e natalizio, cioè la nascita del Bambino, l'incarnazione di Dio.


In futuro bisognerebbe anche mettere nello scenario, non solo ciò che componeva la vita della Palestina di 2000 anni fa, ma anche ciò che compone la vita dei nostri giorni: cioè pure i mestieri e le professioni moderne sono realmente oggetto del Presepe, perché il Presepe è l'incontro tra il Cielo eterno e la Terra che prevede la fine dei secoli ma anche la resurrezione definitiva, a causa della Vita eterna portata dal Messia; perciò il miglior Presepe, non può essere solo la memoria di un fatto che fu; ma bisogna che sia anche la rappresentazione del fatto che è . Così potrebbe aumentarsi l'insegnativa e l'efficacia della rappresentazione.


inserito : gennaio 2009

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